lunedì 26 febbraio 2007

Crolla il mito dello scaricatore di porto, a Genova il primo trans

Cade il mito dello scaricatore di porto genovese, quello del muscoloso e burbero camallo. Infatti ora i lavoratori della Culmv, la compagnia unica dei portuali, hanno tra loro anche un transessuale, Valentina già Marco C., 31 anni. "Nan (ragazzo), se ti veu cangià no gh'é problema: ma ti devi travaggià", gli ha detto il mitico Paride Batini, storico console della Culmv. Marco C. - riporta il Secolo XIX - lavora alla Culmv dal 1999, dopo che per una vita il padre aveva fatto lo stesso mestiere. Cinque anni fa ha cominciato a percorrere il lungo percorso per il cambiamento di sesso ed è diventato Valentina, vaga somiglianza con il personaggio di Crepax con capelli a caschetto neri e unghie lunghe.

Dai tempi di Bartolomeo Pagano, un camallo dei primi del Novecento diventato famoso per aver interpretato il ruolo di Maciste nei film muti, il lavoro di scaricatore portuale è cambiato. Non più sacchi sulle spalle ma muletti e gru per movimentare le merci, oramai stivate nei container. Tuttavia nell'immaginario collettivo lo stereotipo dello scaricatore nerboruto, sudato e sporco è rimasto.

"Conosco altre persone nella mia stessa situazione che hanno perso il posto di lavoro quando hanno cambiato il loro modo di essere - ha detto Valentina, che fa lo stivatore - licenziate perché molte persone non sono disposte ad accettare e ancor meno a capire. Io sono stata fortunata".

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